Preveli e la foresta di palme

A circa 90 km a sud-est di Chanià, nella prefettura di Rethymno, ci sono due monasteri ed una spiaggia che portano il nome di Préveli e che sono famosi e rispettati da tutti i cretesi. Ora vi spieghiamo perché…

Con i nostri super affezionati amici Carlo e Laura, siamo partiti al mattino e dopo circa un’ora e un quarto di macchina siamo approdati al primo monastero, Kato (basso) Monastiri di San Giovanni Battista, costruito durante il dominio Veneziano (alla fineDSCN4520 del 1500) e aperto al pubblico solo da due anni. Tra i due monasteri questo è il meno conosciuto, il più eroso dal tempo e l’unico disabitato. Noi ovviamente abbiamo scelto tra i due di visitare questo ;-). Assieme all’altro, chiamato Piso (dietro) Monastiri di San Giovanni Evangelista o Moni Preveli (che noi abbiamo visto solo da fuori), ha avuto un ruolo fondamentale durante la Seconda Guerra Mondiale.

Dopo la disfatta della Guerra di Creta, l’avanzata delle forze tedesche provocò in tutta l’isola l’evacuazione della maggior parte delle truppe alleate e la partenza di quello che era rimasto dell’esercito greco verso il Medio Oriente. Tuttavia un gran numero di soldati inglesi, neozelandesi ed australiani furono costretti a rimanere sull’isola perché non avevano alcuna possibilità di fuggire. Anche se le forze di occupazione tedesche DSCN4507ordinarono rappresaglie molto dure contro la popolazione locale che avesse fornito rifugio alle rimanenti truppe alleate, i Monasteri di Preveli e dei villaggi vicini diventarono per molti di loro un luogo di riparo sicuro e un punto da cui poter fuggire. I monaci e la gente del posto si organizzarono coraggiosamente in gruppi a guardia dell’area, al fine di proteggere e dare sostentamento ai soldati alleati, che sono stati suddivisi in nascondigli introvabili e conosciuti solo dai locali. Grazie al loro aiuto, molti riuscirono a salvarsi e a scappare dall’isola. Capite dunque perché in tutta Creta, e non solo, questi monasteri godono ancora di un forte rispetto e di una grande devozione.

La visita al monastero basso è stata davvero molto interessante! Anche questo, come laDSCN4518 maggior parte dei monasteri qui a Creta, si trova in un luogo ameno davvero meraviglioso. Tra le sue mura diroccate e le strette scalinate, abbiamo assaporato un’atmosfera di pace, disturbata solo dal rumore del vento. Al di fuori, solo ulivi e montagne, con il tutto poi reso ancora più bucolico dalla presenza esterna di alcuni adorabili cerbiatti, di capre kri-kri e di un gigantesco tacchino che gloglottava allegramente.

DSCN4525Fatto anche quel giorno, quindi, il pieno di misticismo, ci siamo avviati verso la famosa spiaggia di Preveli. Lasciata la macchina sul parcheggio dedicato, abbiamo imboccato una ripida scalinata di roccia, che scendeva verso il mare. La camminata di per sé non porterebbe via più di 15 minuti, ma è davvero impossibile evitare di fermarsi ogni 10 scalini ad ammirare lo spettacolo sottostante. All’inizio ci si perde nel blu intenso e ipnotizzante del mare, per poi iniziare a sbirciare nella spiaggia sottostante e nelle insenature cristalline incorniciate dagli scogli. A metà della discesa è obbligatoria una tappa su un ampio terrazzino, che offre una vista indimenticabile sulla meraviglia che è questo posto nella sua interezza… IDSCN4528fiume Megalopόtamos, orlato da una fitta foresta di palme, si tuffa nel Mar Libico creando un’oasi incantata attorno al suo peculiare delta. E’ davvero raro trovare una vegetazione così “tropicale” a Creta e sono pochissime le spiagge che offrono questi scenari. Anche per noi questa è stata una “prima volta” e, come tutte le prime volte naturalmente, difficile da dimenticare e particolarmente emozionante!

DSCN4549Sappiamo per certo che questa spiaggia d’estate è abbastanza affollata, ma noi siamo riusciti a godercela senza troppe persone essendoci andati a maggio. Distesi sul morbido litorale, sotto a degli enormi pini marittimi, ci siamo rilassati per qualche ora in questo luogo davvero impareggiabile. Ci siamo anche addentrati un po’ nel palmeto e la passeggiata dobbiamo dire che merita molto: è stranissimo sapere di essere a Creta, ma avere l’impressione di trovarsi in una foresta tropicale. Quello che ti fa tornare alla realtà è il tentativo di bagnarsi un piede nel fiume…l’acqua è davvero ghiacciata!! Anche il bagno in mare infatti è stato decisamente impegnativo, visto che il Megalopόtamos sfocia proprio lì… forse nel mezzo della calura estiva sarebbe stato più facile e soddisfacente immergersi!

Anche questa giornata è trascorsa in modo super piacevole e i nostri amici sono stati molto contenti di averci seguito fin qui… Certo, la ripida scalinata che all’andata era in discesa, al ritorno ci ha messi a dura prova, però Creta è anche questo!

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Festo: la Creta minoica più sconosciuta

Tutti conosciamo la storia e la leggenda del palazzo minoico di Cnosso, del Re Minosse e del Minotauro imprigionato nel labirinto. Per molte persone, noi compresi, questa è stata ed è una delle prime cose che si visita qui a Creta ed è giusto DSCN4408che sia così! Ma noi oggi vogliamo raccontarvi del “fratellino” del palazzo di Cnosso, il classico eterno secondo che nessuno ricorda o conosce, ma che una volta scoperto e conosciuto fa perdere la testa! Stiamo parlando del Palazzo di Festo, Φαιστός (Faistos) in greco.

 

Situato a 60 km a sud di Heraklion e a 140km da casa nostra, questo palazzo rappresentò la seconda città palaziale più importante della Creta minoica, governata, secondo la leggenda, da Radamante, fratello di Minosse e figlio di Zeus. La struttura del palazzo (quel che ne resta) è molto molto simile a quella di Cnosso, ma ciò che lo rendeDSCN4410 davvero unico ed imperdibile è la sua autenticità e la sua atmosfera avvolta dal mistero. Infatti, a differenza del fratello maggiore, Festo è stato portato alla luce senza subire alcun tipo di ricostruzione e in questo, dobbiamo dire con fierezza, la mano dei ragazzi della Scuola Italiana di Archeologia si vede ;-). Gli scavi, capeggiati dagli archeologi Luigi Pernier e Federico Halbherr, cominciarono nel giugno del 1900 e riportarono alla luce i resti di diversi palazzi che nei secoli sono stati protagonisti di quest’area. Il primo palazzo infatti risale al 2000 a.C.. A questo susseguirono due crolli e due ricostruzioni, a causa di terremoti ed altri cataclismi naturali. Dal 1450 a.C., per secoli, la città di Festo rappresentò il centro nevralgico della meridionale Piana di Messarà. L’ultimo palazzo resistette fino al II sec. a.C., quando la città venne sconfitta dalla romana Gortina.

Il fatto che sia meno conosciuto rispetto a Cnosso, non avvolto da leggende straordinarie e privo di ricostruzioni, da visitatori l’abbiamo visto come un gran pregio, DSCN4422in quanto stimola molto l’immaginazione e la fantasia, oltre a non essere mai troppo affollato di gente. Noi ci siamo davvero goduti molto l’atmosfera quasi magica in cui entri una volta “aperte le porte” del palazzo. Prendiamo, ad esempio, il Cortile Centrale, oggi uno spazio aperto, enorme e indefinito, allora il cuore pulsante della città e centro di ogni attività politica, religiosa, sociale ed economica. Quando ti trovi nel mezzo di questo cortile e attorno a te c’è solo un silenzio irreale e i pochi resti di un’epoca lontana e grandiosa, a quel punto è a dir poco stimolante immaginare che 4000 anni fa,DSCN4412 invece, quello stesso suolo brulicava di gente, spettacoli, voci, commercianti, cerimonie e che tutt’attorno esistessero colonnati, portici, balconi affollati di persone che guardavano lo svolgersi delle attività quotidiane. Proseguendo nella visita poi è divertente figurarsi il re e la regina che si lavano, si pettinano o litigano negli
Appartamenti Reali, o il pubblico che assiste a chissà quale spettacolo sui gradini di quello che dicono essere il primo Teatro mai costruito al mondo. Tutto ciò poi è DSCN4449incoraggiato dal paesaggio in cui è immerso: da un lato la sconfinata Piana di Messarà, con i suoi ulivi, fiori di ogni specie e campi coltivati, dall’altro l’imponente e ancora innevato Monte Psiloritis (o Monte Ida), il più alto di tutta Creta (2.456m).

Come se non bastasse già tutto questo a rendere questo posto speciale, anche qui troviamo una dose di leggenda , legata al famoso Disco di Festo, ritrovato dagli archeologi all’interno dei magazzini del palazzo e conservato ora nel Museo di Heraklion. Questo disco di terracotta, inciso fronte e retro con 241 timthumbsimboli a spirale simili a geroglifici, ancor oggi non è stato decifrato ed è avvolto in un’aura di mistero. Alcuni dicono che fosse legato a dei riti religiosi o magici, altri che addirittura sia un falso, fatto sta che un’interpretazione credibile e fondata non c’è ancora.

Oltre al palazzo, merita una visita veloce anche la selvaggia spiaggia di Kommos che dista da lì 15 minuti di macchina, dove sono presenti alcuni sparuti resti di quello che sembra essere stato uno degli antichi porti di Festo.

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A quel punto, noi ci siamo avviati verso casa e per pranzo (alle ore 15:30, come i veri cretesi!) ci siamo fermati in un caratteristico villaggio dell’entroterra, ai piedi delle montagne, chiamato Spili. Nel grazioso centro storico, circondata da maestosi platani, stretti viottoli e casette da fiaba, si erge la bellissima fontana veneziana, restaurata, con le 19 teste DSCN4473di leone che erogano un’acqua considerata da molti la più buona dell’isola (possiamo confermare!!). La taverna modesta e tranquilla dove ci siamo fermati si chiama Stratidakis: un bel terrazzo che dà sulla vallata, piatti semplici e molto gustosi, preparati e serviti dall’anziano proprietario dallo sguardo buono e malinconico. Approved :-)!!

Anche oggi possiamo dire: “giornata top!”. Come sempre Creta non ci ha delusi…alla prossima!!