Komolithi, Villa Trevisan e Ravdoucha: la magia di luoghi lontani dal turismo

In questi giorni fa caldissimo a Creta. In certi momenti si toccano i 36-37°. Le spiagge e le strade pullulano di turisti e noi siamo in piena stagione lavorativa. Nonostante però la calura e gli impegni, ci siamo ritagliati una giornata per farvi conoscere alcuni luoghi interessanti di questa zona di Creta, ma completamente al di fuori delle classiche rotte turistiche: le formazioni geologiche di Potamida, chiamate “komolithi”; i resti di una villa Veneziana del ‘500, Villa Trevisan e la piccola e solitaria spiaggia di Ravdoucha.

I KOMOLITHI DI POTAMIDA

Quando arrivi allo sperduto villaggio di Potamida, a circa 35km a ovest di Chania, e ti trovi davanti a quelli che i locali chiamano “komolithi”, per un attimo ti domandi: “Mi trovo in Cappadocia o a Creta?”. Queste bizzarre formazioni rocciose fatte di creta, infatti, sono molto simili a quelle che si vedono nella vicina Turchia, anche se, ovviamente, in misura molto più ridotta. Queste piccole colline, bianche come la neve, negli anni hanno assunto una forma conica, grazie al lavoro di erosione compiuto dal vento e dall’acqua. E’ stata davvero una bella sorpresa scoprire questo posto perché si tratta di un paesaggio unico, nella sua bellezza, originalità e stranezza. Sembra che ci siano solo due esempi di queste formazioni nel territorio cretese: a Potamida, appunto, e nell’isola di Koufonisi, ad est. Essendo facili da scalare, ci siamo fatti una passeggiata su e giù per queste montagnole che da lontano sembrano ghiacciai o cime innevate, mentre da vicino puoi toccare con mano la friabile e bianchissima creta che le compone. La pace più assoluta regna in questo luogo, circondato solamente dalle sparute case del villaggio, da alberi maestosi e da qualche pacifico cavallo al pascolo.

VILLA TREVISAN 

Nel villaggio di Kokkino Metochi, immersi nella vegetazione, all’interno di una stradina senza nessuna indicazione, si trovano i resti di quella che nel 1500 fu una splendida e sfarzosa magione estiva della nobiltà veneziana. La casa era strutturata su due piani: il piano terra era usato come magazzino, mentre il piano superiore come abitazione. Sono ancora ben visibili alcuni archi, le porte e la torretta. Inutile dirvi che l’immaginazione lavora molto di fronte a tali testimonianze del passato, quindi è stato facile immaginare una nobildonna affacciata a quella porta intagliata o la servitù che correva avanti e indietro dai magazzini sottostanti! Peccato solo che non sia valorizzata. Non l’avremmo mai trovata se non avessimo fatto un’approfondita ricerca su internet. Inoltre, per avvicinarci ad essa, abbiamo dovuto camminare attraverso le erbacce e gli arbusti. Il lato positivo di ciò è che il turismo non ha intaccato minimamente la purezza e l’autenticità di questo luogo magico.

SPIAGGIA DI RAVDOUCHA

Verso l’ora di pranzo ci siamo avviati verso la penisola di Rodopos, raggiungendo la spiaggia di Ravdoucha, a circa 20 km a ovest di Chanià. Sicuramente questo è un luogo ideale per chi vuole estraniarsi dal mondo e vivere delle ore di relax con la R maiuscola. Si raggiunge tranquillamente in macchina, attraversando una bellissima stradina immersa nel verde che ti lascia godere dall’alto alcuni panorami mozzafiato sul mare. La spiaggia è una piccola striscia di ciottoli di media grandezza, circondata da montagne, ulivi e un meraviglioso silenzio. Pochi i turisti sul posto: alcuni in acqua, altri distesi al sole, altri ancora a leggere un libro cullati dalle amache appese a degli alberi ombrosi. Alle spalle della spiaggetta c’è un piccolo parcheggio e un bar/ristorante con alcune camere al primo piano. Non sono presenti lettini e ombrelloni, ma ci si può comunque sdraiare all’ombra delle piante. Abbiamo passato a Ravdoucha un pomeriggio molto rilassante, tra una nuotata, una chiacchierata e una bella birra fresca 😉

Come vedete, non si finisce mai di scoprire un territorio, per quanto piccolo possa sembrare! Noi, di certo, non ci fermeremo mai…e voi ;-)??

Alla prossima!!

 

Imeri Gramvousa: l’isola dei pirati

Gramvousa. Se vi state chiedendo se avete già letto questo nome tra i nostri articoli, la risposta è “Sì”. Nel 2014, infatti, avevamo scritto un post che parlava della nostra visita alla spiaggia di Balos (vedasi “Balos: benvenuti allo spettacolo…della Natura!“) e avevamo nominato l’isola di Gramvousa in quanto sua “vicina di casa”, raccontando un po’ della sua storia e del modo in cui raggiungerla… solo via mare!

Oggi possiamo raccontarvi la nostra prima visita sull’isola, il cui nome completo è Imeri Gramvousa (in greco Ήμερη Γραμβούσα). L’occasione è stata quella di accompagnare  il folto ed allegro gruppo del CAI di Laives (BZ) che, avendo organizzato una vacanza-trekking a Creta in questo periodo, ci hanno chiesto un aiuto per la logistica e l’organizzazione di alcune delle loro escursioni. Noi siamo stati entusiasti di dar loro una mano e di aver fatto la nostra prima esperienza di “quasi” guide, accompagnandoli qua e là nei luoghi ormai da noi ben conosciuti dell’ovest di Creta. Premettiamo che una gita su una grande nave turistica, come questa che vi raccontiamo oggi, non è né il nostro né il loro ideale di escursione, che invece è rappresentato da viaggi un po’ più intimi, camminate in mezzo alla natura, lontani dal turismo di massa e che richiedano un po’ di fatica 😉 . Per poter visitare però entrambe le baie, Gramvousa e Balos, non avevamo altra scelta e quindi alle 10:40 del mattino ci siamo imbarcati. Bisogna dire che il tragitto in nave è comunque molto bello. Solcando il blu intenso del mare, si costeggia tutto il promontorio su cui è molto interessante osservare i segni del fenomeno geologico che interessa Creta da millenni e che, a causa dei movimenti della placca tettonica africana, la vede lentissimamente innalzarsi ad ovest e sprofondare a est. Questo innalzamento, lo abbiamo chiaramente visto nel punto in cui la montagna si erge dall’acqua, poiché caratterizzato da una lunga striscia nera orizzontale che mostra qual era un tempo il livello del mare. Dopo circa un’ora di traversata siamo approdati a Imeri Gramvousa. Ad accoglierci, ci attendeva un’acqua dalla trasparenza surreale ed una natura selvaggia. Pensate che tra le 400 specie vegetali che sono state registrate in quest’area, se ne contano 3 la cui esistenza è stata rilevata solo qui e in nessun altro posto al mondo! Sono una cipolla selvatica, una specie di margherita e una silene.

Vedendo che la maggior parte dei passeggeri, appena scesi dalla nave, si avviava subito verso i resti della fortezza veneziana che si trova a 137m di altezza, noi abbiamo deciso prima di girare intorno alla spiaggia e di goderci le bellezze del luogo: un’incredibile, sconfinata distesa di piante di agave, un relitto di una nave che spunta dal mare ed i colori delle acque cristalline della baia. Subito dopo anche noi ci siamo inerpicati sul ripido sentiero fatto di scalini in pietra che porta in circa 20 minuti sulla cima, dove c’è la fortezza costruita nel 1579 dai Veneziani. Siamo arrivati in cima accaldati e col fiatone, ma la vista che si godeva da lassù, dalle mura del castello, ha ripagato in pieno i nostri sforzi. Come vi avevamo già spiegato nel precedente articolo, Imeri Gramvousa è soprannominata “l’isola dei pirati”. Questo perché, durante la liberazione dall’occupazione turca, molti ribelli cretesi rifugiatisi lì condussero una vita da pirati e, secondo le credenze popolari, in qualche anfratto dell’isolotto, c’è ancora il loro tesoro nascosto… ma noi non l’abbiamo trovato purtroppo 😀 !!

Dopo un’ora e mezza di sosta siamo ripartiti per raggiungere Balos, dove siamo rimasti un paio d’ore prima di rientrare al porto di Kissamos. Sull’inimitabile bellezza, sulla particolarità, sui colori accesi del mare e sull’atmosfera magica di Balos abbiamo già speso abbastanza parole in passato. Possiamo solo aggiornarvi sul fatto che, negli ultimi due anni, il comune di Kissamos ha deciso di aumentare le misure di protezione di questo prezioso habitat naturale, inserito, insieme a Gramvousa, nel programma europeo Natura 2000. Sono stati così rimossi i bar e le taverne che erano presenti sulla spiaggia, come anche tutti gli ombrelloni ed i lettini fissi (chi va in nave può noleggiare a bordo un ombrellone per tutto il giorno). Se vi capita di andare in macchina e poi a piedi, quindi, munitevi di cibo, acqua, cappello e crema solare!

Dobbiamo ammettere che, alla fine, nonostante non siamo amanti di queste crociere organizzate per il turismo di massa, siamo rimasti molto soddisfatti dai posti che abbiamo visto e siamo molto contenti di aver conosciuto un altro favoloso e paradisiaco angolo di Creta.

Anche gli amici del CAI ne sono rimasti entusiasti e, al ritorno da Kissamos, si sono fermati tutti a Villa Anastasia, per salutarci e brindare con un bicchiere di vino! Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di grandi e belle collaborazioni con gruppi simili al loro che abbiano lo stesso spirito e che vivano la vacanza come piace a noi, cioè da viaggiatori e non da turisti.

Polyrrinia e Afrata: meraviglie celate a due passi da casa

Siamo alle porte di settembre, il meteo è ancora abbondantemente dalla nostra parte e il desiderio di scoprire nuovi angoli di Creta non si assopisce mai! Da adesso inizia uno tra i periodi più belli per visitare quest’isola, quindi per chi volesse prenotare un “Grecia Last Minute”, questo è proprio il momento ideale! Approfittando, quindi, di una
giornata assolatissima e ventilata e della nostra inseparabile compagna di viaggio, la Vespa, siamo partiti alla volta di Polyrrìnia (o Polirinia o Polyrrhenia) e dei suoi solitari resti archeologici. Il sito si trova a circa 40km a ovest da casa nostra e a 7km a sud della cittadina di Kìssamos (o Kastèli). Polyrrinia fu un’importantissima città-stato, fondata dai Dori nel VI secolo a.C., per secoli in guerra con l’attuale città di Chanià (all’epoca Kydonìa). Per tutto il Periodo Romano, di cui oggi vediamo la maggior parte dei resti, ebbe un ruolo centrale nella Creta dell’ovest. Venne in seguito occupata dai Veneziani, che la utilizzarono come roccaforte per tutta la durata del loro dominio nell’isola.

Una volta raggiunto il villaggio di Polyrrinia, abbiamo parcheggiato la macchina e da lì abbiamo intrapreso un percorso a piedi veramente bellissimo, durato in tutto circa un’ora. I primi resti che si incontrano, si trovano nel centro del caratteristico paesino e sono di un acquedotto romano e di un edificio veneziano con dei grandi archi. Da lì abbiamo proseguito tra i viottoli seguendo le frecce dipinte a mano sui muri delle case e camminato lungo un sentiero in salita costellato di piante di finocchietto selvatico, fino ad arrivare in alto alla Chiesa dei 99 Santi Padri, chiusa al pubblico. Questo è un luogo davvero incantevole! La chiesa si erge al centro di una piccola pianura, ricca di antichi resti di templi e di case, da cui si gode la prima magnifica vista sul mare e sulle montagne. Dopo varie foto e alcuni piacevoli incontri con farfalle multicolore, caproni annoiati e asinelli, abbiamo continuato il nostro cammino verso il pezzo forte del sito di Polyrrinia, l’Acropoli. Il sentiero che parte da lì inizia abbastanza blando, costeggiando le pareti dell’aspra collina e passando accanto ai primi resti di mura fortificate, per poi farsi più ripido mano a mano che si sale in altezza. A metà strada circa abbiamo incontrato una chiesetta bianca e color mattone e delle autentiche cisterne romane. All’epoca, lo scopo di queste ultime era, naturalmente, quello di raccogliere l’acqua che veniva utilizzata nell’Acropoli, poichè dall’acquedotto del paese non sarebbe stato possibile farla arrivare fino a lassù. Proseguendo ancora per il ripido percorso, siamo finalmente arrivati in cima, a circa 400 metri di altitudine, su quella che fu la roccaforte di tanti popoli e guerrieri! Da lì si possono vedere i molteplici resti delle fortificazioni antiche, soprattutto quelli che si snodano sulla parete settentrionale del colle. Ma la nota più intensa viene data dalla vista di cui si gode: una delle più belle di tutta Creta!! A nord il mare sconfinato e a sud le maestose montagne dell’entroterra… da pelle d’oca!!

Siamo rimasti un bel po’ seduti a rimirare quel panorama senza tempo, domandandoci quanta fatica devono aver fatto gli uomini di allora a trasportare fin lassù pietra dopo pietra, a realizzare queste mura chilometriche, inerpicandosi tra i massi e le sterpaglie, con i mezzi nulli dell’epoca. Ogni volta che ci avventuriamo in questi luoghi, non possiamo evitare di restare molto più che affascinati e allibiti davanti alle capacità e alle risorse incredibili delle civiltà antiche.

Soddisfatti, dunque, siamo pian piano scesi dal colle e siamo tornati in paese, proseguendo sul sentiero che passa oltre la chiesa dei 99 Santi e che attraversa altre rovine di cisterne, case scavate sulla roccia e templi.

A quel punto abbiamo lasciato Polyrrinia e ci siamo avviati verso un’altra meta, la spiaggia di Afrata, questa volta però con l’obiettivo “relax”. La strada da percorrere è quella verso la penisola di Rodopou che si trova sulla costa nord-ovest, tra Chania e Kissamos. Prima di crogiolarci al sole però, tappa d’obbligo: pranzo in taverna! Abbiamo scelto un posticino nel paese di Afrata, dal nome non nuovo per noi, poiché era lo stesso della taverna di Frangokastelo: “Kalì Kardià” (in italiano “Buon Cuore”). L’ambiente era davvero accogliente: fiori coloratissimi, zucche dipinte appese al soffitto, staccionata ed infissi di un intenso “blu Grecia” e Kostas, l’anziano proprietario, creatura di una gentilezza e un’ospitalità rare! Il cibo poi… ovviamente formidabile!! D’altronde, da tanta cura e passione non possono in alcun modo uscire piatti mediocri!

Dopo due chiacchiere con l’adorabile vecchietto, a cavallo del nostro vespino ci siamo diretti subito al mare, per ritrovarci immersi in un’altra bellezza, ancora diversa da tutte le altre viste finora, come capita spesso qui a Creta. Niente sabbia, ma ciottoli sulla spiaggia, che diventano più grandi una volta che ti immergi nelle limpide e fresche acque. Larga non più di 30 metri, Afrata è accoccolata tra le irte pareti rocciose tipiche della penisola di Rodopou, offrendo ai fortunati bagnanti un piccolo angolo di pace e di serenità.

Anche noi, quindi, ci siamo fatti viziare per qualche ora da quest’atmosfera rilassante e, dopo vari bagni, ci siamo riavviati verso casa, portandoci via un altro bel tassello del nostro prezioso puzzle cretese…

 

 

Falasarna e le sue meraviglie…

A circa 50km da Chanià, la variegata costa occidentale dell’isola ci offre un’altra meravigliosa zona, quella di Falasarna (o Falassarna), con le sue spiagge dai colori intensi ed i resti archeologici della sua antica città.

DSCN2264La nostra prima meta di questa gita fuori porta è stata proprio l’Antica Falassarna, le cui affascinanti rovine si trovano all’estremità settentrionale della spiaggia.

Fu una delle principali città cretesi durante l’epoca ellenistica e raggiunse il suo massimo splendore tra la metà del IV secolo a.C. e il 67 a.C., anno in cui i Romani decisero di distruggerla e di sigillare la sua porta in quanto era diventata un rifugio per i pirati.

Ciò che la rese famosa fu il suo porto naturale, l’unico in tutta la costa occidentale di Creta. Nel periodo ellenistico infatti, questa città, che prese il nome dall’omonima ninfa locale, era una delle più importanti fortezze navali dell’isola.

DSCN2268I resti meglio conservati sono sicuramente: la torre del porto, a base circolare (IV sec. a.C.). E’ l’unica visibile delle 4 originarie ed è divisa internamente da due muri a forma di croce; le piccole cisterne, dapprima usate nelle terme pubbliche e poi nelle botteghe artigiane per lavare la creta; il molo, dove si vedono ancora perfettamente i fori nelle pietre su cui venivano legate le navi che attraccavano; le mura di fortificazione ed un trono DSCN2272scolpito nella roccia, probabilmente dedicato al dio del mare, Poseidone.

Il sito non è molto vasto, lo si gira a piedi in poco tempo e nonostante il caldo, questa zona è sempre molto ventilata, quindi anche noi siamo riusciti a goderci appieno il tour tra queste antiche rovine. Ci divertiamo sempre in questi casi ad immaginarci come poteva essere la vita qui a quei tempi o a cercare di capire come degli esseri umani vissuti secoli fa potessero concepire certi particolari architettonici, ai nostri occhi così moderni! Non si può negare che gli antichi romani e greci sapessero il fatto loro!

DSCN2269Anche questo, quindi, è un luogo che noi consigliamo vivamente di visitare, soprattutto per chi alloggerà nei dintorni di Chania, in quanto è davvero vicino e comodo da raggiungere. Inoltre, l’ingresso costa solamente 2€! Lo trovate generalmente aperto dal martedì al venerdì, dalle 9:00 alle 15:00 (i giorni e gli orari di visita sono spesso soggetti a cambiamenti).

A questo punto, dopo aver fatto scorta di cultura, non potevamo non dedicarci ad una delle nostre attività preferite, ossia crogiolarci al sole in una delle splendide spiagge dalla sabbia chiara e grossolana che Falasarna offre. Questa ventosa e bellissima baia in passato è stata premiata come la migliore di Creta e come una delle 10 spiagge più belle d’Europa. Si estende su un’area abbastanza vasta che comprende 5 spiagge, una a fianco dell’altra. La principale si chiama Pacheia Ammos ed è lunga circa 1km.

DSCN2285I colori esotici del mare in questa zona protetta fanno davvero innamorare! Sì, è vero, si può pensare che lo stiamo dicendo di tutte le spiagge dove siamo stati finora, ma è la pura verità! Qui a Creta c’è veramente l’imbarazzo della scelta in quanto a meraviglie! In più, per chi ama le feste in spiaggia, ci hanno detto che a Falasarna ne organizzano molte d’estate, per la precisione una ogni primo sabato del mese…

…tappa obbligata anche per noi quindi!!!

Alla prossima!

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Balos: benvenuti allo spettacolo…della Natura!

DSCN1922Chi ci segue anche su Facebook, avrà visto che in questi giorni abbiamo la fortuna di avere qui con noi due nostri carissimi amici di Vicenza, Laura e Carlo, che hanno deciso di passare le loro vacanze qui a Creta.

Da buoni “padroni di casa”, quindi, non potevamo non far loro vedere le bellezze dell’isola e così ieri abbiamo deciso di portarli a vedere la nostra spiaggia preferita, Balos.

Devo dire che, nonostante ci fossimo già stati, ogni volta che ci troviamo davanti a questo spettacolo della natura, è difficile non emozionarsi. Tra l’altro, ci siamo resi conto che, rivedendola dopo un anno, le foto non le rendono giustizia, perché la sua bellezza è talmente impeccabile che, per forza di cose, l’obiettivo della macchina fotografica le toglie un po’ di questa perfezione e anche un po’ d’anima… L’unica soluzione è venire qui a vederla dal vivo, non credete ;-)??!

Imboccando da Chanià la National Road in direzione ovest, dopo circa 40 minuti di auto si arriva all’ingresso di quest’area protetta, dove esce una signora da una casupola per chiedere 1€ a persona di tassa ambientale richiesta dal comune di Kissamos per la pulizia e la tutela della penisola di Gramvousa, area naturale dal valore e dalla bellezza inestimabili, di cui la spiaggia di Balos fa parte. Questo paesaggio unico ospita circa 400 specie di piante ed oltre 100 specie di uccelli, nonché animali adorabili come la foca mediterranea (che nasce qui) e la tartaruga Caretta Caretta, che viene spesso a far visita a queste sponde.

DSCN1984Dopo il primo stop, quindi, si inizia a salire una panoramica strada sterrata, che dopo circa mezz’ora termina con un parcheggio. Lasciamo la nostra auto e ci prepariamo alla passeggiata di circa 40 minuti che ci conduce alla nostra meta, Balos.

Questo sentiero parte abbastanza pianeggiante tra le montagne e i cespugli di macchia mediterranea, per poi trasformarsi in un’irta scalinata che scende fino alla spiaggia. La cosa bella è che, per i primi 10 minuti di cammino, non ci si rende bene conto di dove porti il sentiero, perchè attorno si vedono solo rocce e arbusti. Ad un certo punto, però, quando meno te lo aspetti, ti siDSCN1935 apre davanti agli occhi il paradiso: la laguna di Balos in tutta la sua meraviglia e in tutti i suoi innumerevoli azzurri… Niente, ma proprio niente, da invidiare a tante spiagge caraibiche!!!

Arriviamo giù alla spiaggia, che per nostra fortuna alle 10 del mattino è ancora praticamente deserta. Ci prendiamo quattro lettini e 2 ombrelloni e ci godiamo per tutto il giorno il tepore già estivo del sole cretese di fine maggio, che, senza rendercene conto, grazie alla costante brezza che tira in quella zona, alla sera lo avremmo ritrovato tutto sulla nostra pelle :-D!

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Sulla spiaggia è presente solo un bar che vende panini, bibite, caffè e gelati.

Naturalmente, come avrete già immaginato, al ritorno, l’irta scalinata che al mattino avevamo fatto in discesa, alla sera ci aspettava in salita e lì il fiato è stato un po’ messo alla prova! Ma ragazzi… dire che ne è valsa la pena 1000 miliardi di volte è dir poco, davvero! E poi è un ottimo modo per smaltire quello che si è mangiato a pranzo ;-)!

In ogni caso, visto che ci teniamo ad essere generosi di informazioni, i più pigri sappiano che Balos si può raggiungere anche con una delle numerose crociere che partono dal porto di Kissamos (a circa 30 minuti a ovest da Chanià) al mattino e tornano nel tardo pomeriggio, al costo totale di circa 25 euro. A nostro parere queste crociere hanno dei pro e dei contro e ora vi spieghiamo perché.

L’aspetto negativo è che, arrivando via mare alla spiaggia di Balos, ci si perde il panorama mozzafiato di tutta la laguna (vedasi foto copertina del nostro blog!!!) di cui si gode scendendo a piedi per il caratteristico sentiero che anche noi abbiamo percorso ieri. L’aspetto positivo, invece, è che molte di queste crociere fermano anche all’isolotto di Gramvousa, a destra della spiaggia di Balos, molto interessante per vari aspetti. Prima di tutto per le credenze che girano attorno ad DSCN1924esso, visto che, secondo alcuni, Eolia (Gramvousa), casa di re Eolo, dio dell’Olimpo, sarebbe stata l’isola dove si sarebbe fermato Ulisse per un mese prima di tornare ad Itaca. L’altro aspetto sicuramente più importante è quello storico, considerata la presenza di un’inespugnabile fortezza veneziana del ‘500, costruita a difesa dei turchi, dalla quale, dicono, si goda di una vista molto molto bella. E poi, naturalmente, per le leggende dei pirati (che sono sempre le nostre preferite!). Infatti, dopo che Gramvousa venne liberata per prima dagli Ottomani, migliaia di abitanti di Creta e di rivoluzionari si stabilirono su questo pezzetto di terra in mezzo al mare. A causa delle condizioni critiche del momento, ben presto l’isola divenne una vera e propria roccaforte di pirati che saccheggiavano qualsiasi imbarcazione passasse lì davanti. La leggenda narra che in una delle decine di grotte sparse per l’isola sia nascosto uno dei loro tesori… adoriamo queste storie!!

Concludendo dunque: sarà che abbiamo un debole per questo posto magico, sarà che ci siamo tornati a distanza di un anno o che, semplicemente, quando si viaggia con gli amici più cari tutto è più bello, la giornata di ieri ci rimarrà nel cuore per molto, molto tempo!

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Ulivo di Pano Vouves e Chiesa “La Rotonda”: a spasso tra storia e natura!

Sapete da cosa è coperto per un quarto il territorio cretese? Non riuscite proprio a immaginarlo???

Ve lo diciamo noi allora: dagli ulivi.

DSCN1684Questi magnifici alberi, che si possono definire dei “nonni del mondo vegetale” considerata l’età che possono raggiungere, regnano sovrani nelle colline e nelle pianure cretesi, offrendo ai viaggiatori panorami mozzafiato e agli isolani una fonte di sostentamento grazie al prezioso e ricercato succo dei loro frutti. Gli antichi Greci pensavano che l’olio d’oliva avesse proprietà benefiche per la salute dell’uomo e che fosse una medicina naturale contro molte malattie; ancora oggi, alcuni rappresentanti della medicina moderna raccomandano la sua assunzione per prevenire alcune malattie cardiache, tumori, diabete, impotenza, ecc. Non sappiamo se sia vero, in quanto noi abbiamo spesso sentito pareri contrari a questa teoria, ma in ogni caso, dobbiamo essere sinceri: a noi piace taaantooo!!

DSCN1646Ma perchè vi stiamo dicendo queste cose, che probabilmente già molti di voi sanno? Naturalmente per introdurvi all’ultima nostra esaltante esperienza, che ci ha portati a fare visita ad un vero e proprio avo di tutti gli ulivi del mondo: il millenario ulivo di Pano Vouves, villaggio di montagna che si trova a circa 30 minuti di auto da Chanià. Quest’albero è davvero un fenomeno della natura: si stima che l’arzillo nonnetto abbia suppergiù la bellezza di 3000 anni e che sia uno tra i 7 ulivi più antichi del mondo, se non il più antico addirittura! Il suo tronco cavo ha un diametro di 3,70 m, un perimetro di 8 m e una peculiare e bizzarra forma che sembra una vera e propria scultura, tanto da fargli DSCN1657meritare la classificazione di “monumento” da parte della SEDIK (Associazione dei Comuni delle Olive di Creta). Ammirando questo colosso è inevitabile chiedersi cosa deve aver visto ed ascoltato nei millenni attraverso i suoi rami e chissà quali antichi sovrani o prodi guerrieri possano
aver accarezzato la sua indistruttibile corteccia…la natura non smette mai di impressionarci e di farci viaggiare con la fantasia, non è vero???

DSCN1680Lasciamo Vouves alle nostre spalle e proseguiamo per le stradine dell’entroterra cretese, cosparse di fiori e, ovviamente, di centinaia e centinaia di ulivi, per raggiungere Episkopi, dove possiamo ammirare un’altra bellezza antica, ma questa volta realizzata da braccia umane: la Chiesa dell’Arcangelo Michele, detta “La Rotonda”. Per un attimo, quando leggiamo il cartello che indica la strada, ci viene un tuffo al cuore ripensando alla nostra Rotonda (la villa palladiana vicentina), ma torniamo subito al DSCN1668presente per ammirare qualcosa di molto diverso da essa: una bellissima chiesetta bizantina, che racchiude al suo interno un mosaico pavimentale e magnifici affreschi del XII secolo e antecedenti (CLICCA QUI per saperne di più su Creta bizantina).

Dopo qualche foto all’esterno e qualche altra “rubacchiata” dell’interno, grazie alle finestre molto basse, (*vedasi note a piè di pagina) decidiamo di avviarci verso Astrikas, un villaggio a circa 10 minuti da Episkopi, superato il quale troviamo la Gola di Delianà. Parcheggiamo l’auto in un bello spiazzo alberato e camminiamo per qualche minuto nella bocca della gola: l’inizio promette bene, sembra essere davvero DSCN1704un’interessante e suggestiva passeggiata da fare (2 ore circa tra andata e ritorno), ma non oggi, non siamo organizzati e poi…è ora di pranzo :-)!!

Ci dirigiamo quindi verso il mare e ci fermiamo in una taverna tipica a Kissamos-Kasteli, per assaporare pomodori e peperoni al forno ripieni di riso ed erbe, una fresca insalata greca ed un piatto di ottimo tzatziki, spendendo in tutto solo 12 €!!!

Dopo mezz’ora di auto siamo di nuovo a casa, soddisfatti della nostra gita fuori porta…insomma, vi piacciono i nostri tour per l’isola?

Se ne avete altri da proporci in zona che avete già provato o dove vorreste andassimo in avanscoperta, fatecelo sapere commentando di seguito l’articolo e sicuramente noi non ci tireremo indietro ;-)!

Alla prossima!

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*NOTE:

I lavori di ristrutturazione e pulizia dei meravigliosi affreschi e mosaici all’interno della chiesa sono ultimati, quindi ora, in alcuni periodi dell’anno, è aperta al pubblico. Di seguito alcune foto:

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