Spiaggia di Kriòs e taverna Sto Scholìo: piacevoli scoperte nell’area di Paleochora

Settembre è alle porte e noi concludiamo questo splendido mese di agosto che ci ha regalato indimenticabili giornate soleggiate e ventilate, con una gita interessante che abbiamo fatto al sud, nell’area di Paleochora. La spiaggia di cui vi parliamo oggi si chiama Kriòs e si trova a circa 10km a ovest di Paleochora, sulla costa sud occidentale di Creta, a circa un’ora e mezza di auto da Chanià.

Arriviamo al mattino, verso le 11, e veniamo subito conquistati dalla bellezza selvaggia e dalla posizione isolata di questo splendido litorale che in tarda mattinata, in un periodo di alta stagione, vede la presenza di 10 persone al massimo. La spiaggia è attrezzata di lettini ed ombrelloni, bagni pubblici e un piccolo chiosco che offre bibite, caffè e qualche piatto semplice. Delle grandi rocce la dividono in due: una parte più grande e frequentata, una più piccola ed appartata. Il litorale è composto da ciottoli di media dimensione e questo fa sì, come sempre, che la limpidezza e le sfumature di azzurro del Mar Libico siano particolarmente accentuate. Scegliamo due sdraio e ci immergiamo immediatamente in queste acque che ci chiamano come sirene tentatrici. L’acqua è fresca al punto giusto e il fondale, come spesso accade in queste spiagge del sud, scende rapidamente, offrendo visuali nitide del mondo marino sottostante anche a metri di profondità. Questo tratto di spiaggia fa parte del bellissimo sentiero europeo E4, che attraversa Creta da est a ovest e di cui spesso abbiamo fatto menzione nei nostri articoli, poiché in varie escursioni ne abbiamo percorso alcuni tratti. Sulla grande roccia divisoria, infatti, sono presenti i caratteristici cartelli giallo-neri, con la scritta “E4”, che segnalano la via da seguire.

Restiamo qualche ora a farci coccolare da questa pace e questo panorama incantevoli, prima di decidere di riprendere l’auto ed avviarci verso il luogo prescelto per il pranzo. Nel villaggio di Anidri, a circa 5 km a nord-est di Paleochora, da dove parte l’omonima gola, si trova un posto davvero speciale che si chiama “Kafenio Sto Scholio” (in greco ¨Καφενείο Στο Σχολείο¨, ossia “Caffetteria Alla Scuola”). L’ edificio che ospita questa particolare taverna cretese, infatti, è la vecchia, piccola scuola del villaggio che è stata ristrutturata. Ne hanno ricavato un’intima e caratteristica location, dai colori bianco e rosso, dal cui terrazzo si gode di una vista sulla valle e sul mare straordinaria. Quello però che rende questo posto davvero speciale è la superba cucina tradizionale, rivisitata in maniera fantasiosa e intelligente. Ai sapori e alle ricette tipici di quest’isola sono state apportate piccole modifiche che li rendono unici e incredibilmente saporiti. La classica insalata di rape rosse al vapore, ad esempio, è condita con l’aggiunta di zenzero e mela. I tradizionali peperoni ripieni di riso ed erbe, qui lo sono di semola, uvetta e pinoli. Il coniglio in casseruola è “ubriacato al rakì”, ossia cotto con la grappa locale cretese.  Questo posto ci ha davvero rapiti, lo abbiamo a dir poco adorato: è originale ed autentico al tempo stesso.

Dopo aver pagato il conto, come sempre “salatissimo” qui a Creta (20€ in due :-D!!), siamo scesi a piedi lungo la stradina che costeggia sulla sinistra la taverna e dopo pochi metri, camminando in mezzo alle case tradizionali del villaggio, siamo arrivati alla piccola, incantevole Chiesa di Agios Georgios e Agios Nikolaos (San Giorgio e San Nicola). Un luogo ameno questo, dove potersi sedere un momento nel silenzio della valle, rotto solo dal canto delle cicale, a rimirare il mare in lontananza e perdersi nei propri pensieri. L’interno della chiesa poi…uno spettacolo! Si possono ammirare infatti affreschi del 1300 dai colori ancora vividi, rappresentanti scene di San Giorgio a cavallo e altri santi.

Per il ritorno a casa abbiamo scelto di prendere una strada diversa che avevamo visto curiosando su Google Maps e che aveva attirato la nostra attenzione. Abbiamo allungato il tragitto naturalmente, ma ne è valsa assolutamente la pena! Vegetazione rada, piante aromatiche selvatiche in ogni angolo, curve e tornanti con vista mare, mancanza totale di presenza umana: tutto ciò ha reso il rientro super rilassante e fonte di piacevoli sensazioni.

Creta, dolce Creta, finirai mai di farci innamorare? … A presto 😉

 

 

Aradena e Marmara: la perfetta simbiosi tra mare e montagna

Vi stiamo per raccontare una delle più belle escursioni che abbiamo fatto a Creta da quando viviamo qui, che vede come protagonisti la splendida gola di Aràdena e l’incantevole spiaggia di Màrmara.

Partenza da casa: ore 7 del mattino. Arrivo: ore 8:15 al villaggio di Sfakià (o Hòra Sfakìon), nella costa sud. Lì parcheggiamo la macchina e alle 9 prendiamo il pulmino diretto al villaggio abbandonato di Aràdena. Dopo circa 20 minuti di autobus e svariati tornanti a picco sul mare, arriviamo al ponte di Aràdena che collega il lato est della gola al lato ovest. Questo ponte di ferro è famoso per il bungee jumping poiché nei fine settimana estivi gli amanti di quest’attività spericolata si lanciano dai suoi 138 metri di altezza; è infatti il più alto ponte della Grecia ed il secondo in Europa da cui si può provare il brivido del saldo con la corda elastica. Prima della sua costruzione negli anni ’80, chi voleva andare da una parte all’altra della gola doveva scendere a piedi fino al letto del canyon attraversando una ripida e panoramica mulattiera pavimentata con acciottolato (in greco “kalderimi”) per poi risalire dall’altra parte, inerpicandosi per un altro sentiero identico ed altrettanto ripido… si fa fatica anche solo ad immaginarlo, figuriamoci a farlo!!! Per fortuna ora c’è questo ponte e noi lo attraversiamo in pullman, non senza tenere il fiato sospeso a causa del vuoto che si apre sotto di noi. Giunti dall’altra parte, dopo qualche foto al panorama, ci incamminiamo verso l’entrata della gola. Passiamo attraverso gli interessanti resti di un’architettura cretese del passato, facenti parte dell’antico villaggio di Aràdena, abbandonato dagli anni ’50. Il motivo di questo abbandono sembra essere stata una faida nata tra le famiglie del paese stesso a causa della… campana di una capra :-D!! Un cartello di legno inciso a mano ci introduce all’imbocco del kalderimi che ci avrebbe portati di lì a poco giù giù giù, fino alle viscere della gola. Ci godiamo questa splendida ma ripida discesa a zig zag e dopo circa 20 minuti arriviamo in fondo, iniziando a percorrere la gola vera e propria. Da lì, per circa 2 ore, affrontiamo una delle più affascinanti, varie e suggestive camminate della nostra esperienza cretese. Si passa da punti in cui il sentiero è ampio e agevole ad altri in cui bisogna passare in mezzo a pertugi scivolosi tra le grandi rocce, fino a dover costeggiare il letto scosceso del fiume percorrendo un saliscendi di gradini scavati nella roccia e delimitati da un corrimano di legno. Dietro ad ogni curva il paesaggio cambia: il canyon si apre e si restringe, la vegetazione quasi scompare e poi riappare super rigogliosa, la roccia si fa più liscia e sdrucciolevole e poco dopo diventa aguzza e irregolare. Insomma, è davvero impossibile annoiarsi durante questo percorso! A volte non si sa dove andare e poi, dietro ad un albero o sopra un masso, si trovano le torrette di sassi lasciate dagli altri escursionisti oppure i segnali verdi e rossi dipinti che indicano la strada da seguire. Naturalmente, come avrete intuito, è sconsigliato per chi non è abituato a camminare, per chi ha problemi alle ginocchia, per anziani e bambini piccoli, quindi valutate bene la fattibilità prima di affrontarlo, se ne avrete l’occasione.

Questo magnifico e indimenticabile trekking ci conduce, dopo circa 2 ore e mezza (considerando le pause per acqua, spuntini, foto e video) e 600m di dislivello, dritti dritti al mare, al turchese e cristallino Mar Libico, da noi incontrato e apprezzato più volte in questi 3 anni. Il piccolo gioiello che risplende davanti ai nostri occhi è la spiaggia di Màrmara. Come quasi tutte le spiagge sud occidentali dell’isola è costituita da ciottoli di piccola e media grandezza. In questa stagione è ancora attrezzata con alcuni lettini ed ombrelloni e la tavernetta situata sul promontorio accanto serve buon cibo greco e bevande a tutti i bagnanti, permettendo loro di godere di una vista sulla baia dalla quale non vorresti mai staccarti! Non facciamo a tempo a toglierci le scarpe e gli abiti impolverati che siamo già immersi nelle profonde e fresche acque e assaporiamo il tanto agognato bagno ristoratore dopo le fatiche della scarpinata. Tra l’altro, sulla destra guardando la spiaggia dal mare, si sviluppa tutta una serie di piccole grotte dentro le quali si può fare del fantastico snorkeling… e anche noi ne approfittiamo naturalmente!

Dopo pranzo, ci sdraiamo sotto l’ombrellone e crolliamo dal sonno per un’ora buona! Alle 17:30 una barca da circa 20 posti ci aspetta per portarci, in mezz’ora scarsa, solcando a ritmo sostenuto il blu del Mar Libico, a Sfakià e quindi alla nostra auto.

Giornata splendida, indimenticabile davvero! Ci auguriamo che le nostre parole, le foto ed i video abbiano reso giustizia all’intensità della bellezza di questo posto e alle emozioni che ha provocato in noi…

A presto!

Matala Beach Festival: musica, folklore e Figli dei Fiori

“La vita è oggi, il domani mai arriverà”: questa è la frase che hanno dipinto alle spalle della spiaggia di Màtala, nel centro-sud di Creta, dove siamo stati lo scorso sabato per assistere al Matala Beach Festival (16-17-18 giugno 2017).

Quello che vi presentiamo con l’articolo di oggi è uno spaccato di vita e folklore cretesi. Questa manifestazione, che ha luogo ogni anno a giugno nella suggestiva atmosfera della spiaggia di Matala, è uno dei più grandi festival europei ad entrata gratuita. Si tratta di una 3 giorni di musica, festa ed attività varie che attira migliaia di persone, dai più ai meno giovani, provenienti da tutta la Grecia e dal mondo intero! Siamo arrivati nel pomeriggio di sabato, verso le 17:00, dopo due ore circa di auto. L’ingresso del festival è stato attrezzato sulla strada ed è caratterizzato da una fila di bancarelle che propongono ogni genere di articoli: magliette colorate, coroncine di fiori, gioielli fatti a mano, miele cretese e bicchieri di vino fresco! Più ci avviciniamo alla spiaggia, più l’atmosfera si fa magica: scritte “Peace & Love” ovunque, giovani in costume con i corpi dipinti a mano di segni della pace, il bagnasciuga affollato di gente stesa al sole, i chioschi di birra e bibite gremiti di persone che si godono le prime note provenienti dal palco allestito sulla spiaggia. C’è una ragione per cui tutto, a Matala, non solo nei giorni del festival, richiama la filosofia di vita degli hippies. Questo piccolo litorale è famoso perché, negli anni 60-70, era diventata una “casa” per moltissimi “Figli dei Fiori” provenienti da tutto il mondo (persino Joni Mitchell e Cat Stevens erano assidui frequentatori!). Le grotte, scavate nel periodo Neolitico nella bellissima parete rocciosa che fa da cornice alla spiaggia, diventarono il loro rifugio e in questo luogo, al tempo ameno e incontaminato, passavano le giornate praticando l’amore libero e fumando marijuana. Naturalmente oggi di quell’autentico spirito “Peace & Love” è rimasto poco, se non qualche dipinto colorato sui muri a ricordarlo e sparuti nostalgici dai capelli lunghi e incolti che vagano per le vie del paese. Il festival di Matala, però, è una bella occasione per tornare con la mente e con il corpo a quel passato così spensierato e godereccio. I gruppi musicali si susseguivano suonando musica reggae, cover dei The Doors e musica popolare greca. I ragazzi si coloravano le braccia e le gambe con le tempere. Il tutto arricchito da un mare favoloso e da un tramonto da film! Inoltre, cosa non trascurabile, i prezzi super economici di cibo e bevande! Abituati in Italia che, in occasione di festival simili o di concerti in generale, i prezzi di tutto vengono sparati alle stelle, vedere che qui alcune cose costavano anche meno del solito ci ha veramente sconvolti! Birra media a 2€, bottiglia d’acqua a 0,50€, cocktails dai 4 ai 5€… incredibile!!!! Insomma, dobbiamo proprio ammetterlo, la gente del posto ha fatto un gran bel lavoro con questo festival! Se solo avessimo avuto con noi una tenda, ci saremmo fermati anche a dormire lì sulla spiaggia, come molti altri avrebbero fatto quella notte, giusto per completare l’esperienza nel migliore dei modi.

Ci teniamo a dirvi che, per chi volesse visitare Matala in qualsiasi periodo dell’anno, nelle vicinanze si trovano dei siti archeologici incredibilmente interessanti. Primo fra tutti Gortina, divenuta capitale di Creta dopo la conquista dei Romani (67 a.C.). Questo sito archeologico, che noi abbiamo visitato nel 2013, è il più grande dell’isola ed ha un fascino davvero unico. L’altro punto di interesse nelle vicinanze è il Palazzo di Festo. Per maggiori info su quest’ultimo, vi invitiamo a leggervi il nostro articolo “Festo: la Creta minoica più sconosciuta”.

A questo punto non ci resta che salutarvi, per restare in tema, citando il mitico Bob Marley: “Dont’ worry, be happy”!!

Spiagge di Grammeno: inaspettate sorprese tra boschi di cedri

Abbiamo scoperto la penisola di Grammeno leggendo una bellissima guida scritta da 2 nostri connazionali a cui spesso facciamo affidamento per conoscere nuovi angoli di Creta. A 70km a sud di Chanià e a 5km a est di Paleochora, nella costa sud-ovest, si trova un’area molto tranquilla che comprende due spiagge principali (Votsalo e Houma), varie baie minori e un basso promontorio ricoperto di cedri.

Votsalo è una lunga spiaggia di ciottoli, mentre Houma, quella da noi prescelta qualche houma-beach-grammenogiorno fa, è più piccola e sabbiosa, oltre ad essere molto graziosa ed immersa nella tranquillità. La giornata molto calda e le inconfondibili sfumature di azzurro del Mar Libico ci invitano subito ad un fantastico bagno, seguito da un’ora di relax al sole e da un pranzetto al sacco sotto l’ombrellone. A quel punto decidiamo di inoltrarci alla scoperta del bosco di cedri. La passeggiata si svolge tra candide dune sabbiose e centinaia di questi bellissimi alberi che ricoprono spesso le aree litoranee di Creta. Le orme umane di camminatori passati bosco-di-cedriprima di noi, si dividono in varie direzioni e noi seguiamo senza alcuna meta precisa alcuni tracciati che ci ispirano di più. Dopo pochi minuti, arriviamo in prossimità di una grotta e ci arrampichiamo sulle rocce circostanti per ammirare la visuale del mare. Ed ecco aprirsi davanti a noi un ampio pavimento roccioso che arriva fino al mare e che, per via delle sue infinite cavità, ci ricorda molto le immagini della Luna che vediamo in TV! Lì osserviamo per la prima volta come fa la gente del posto a raccogliere il sale marino che poi vende al mercato sale-marinocittadino. Riempiono quelle buche di acqua, pompata dal mare tramite dei lunghi tubi neri e poi ci posizionano delle reti a maglia larga che, mano a mano che l’acqua evapora, catturano il sale che si è cristallizzato su di esse.

Scendiamo dalle rocce e continuiamo la nostra passeggiata tra i cedri ed il percorso sabbioso. Ad un certo punto arriviamo in uno slargo in cui diverse e strane formazioni rocciose ci riparano dal mare aperto, formando grotte e, a volte, quel che sembra essere una rappresentazione di arte moderna. Superiamo alcuni di questi ostacoli appuntiti e, sorpresa sorpresa, ci troviamo di fronte a una vera e propria
grotta-grammenopiscina naturale! Le rocce si ergono ai lati per delimitarla e terminano in una grotta marina dalla quale si sente provenire il rumore delle onde del mare che si infrangono dall’esterno ed entrano portando con sé piccoli pesci. La tentazione è troppo forte: in meno di un secondo ci immergiamo in queste acque tiepide e la sensazione è quella di nuotare nella riproduzione ingigantita di un acquario, con tutte queste rocce, i muschi sul fondale, le cavità ed i piccoli branchi di pesciolini che escono da dove meno te lo aspetti… troppo bello!!

Entusiasti della nostra scoperta in solitaria, torniamo sul sentiero principale per baie-minori-grammenoconcludere il giro del promontorio di cedri. Sulla strada incontriamo altre due baiette, frequentate solamente da qualche sparuto naturista e, anche lì, impossibile resistere a non fare un bagno :-)!! Che posti ragazzi! E che esperienza del tutto inaspettata!

Che dire… andateci se avete l’occasione, non ne rimarrete delusi!

A presto!!

grotta-grammeno-2

Spiagge di Klisidi e Skinaria: giornata di relax e snorkeling

Come da consuetudine, anche quest’anno i nostri amici storici Laura e Carlo sono venuti a trovarci e, come sempre, quando arrivano loro ci muoviamo alla ricerca di angoletti nascosti, tutti da scoprire, in giro per l’isola. Questa volta abbiamo scelto di visitare 2 spiagge a sud di Rèthymno, che distano circa un’ora e mezza di auto da casa nostra: Klisìdi (o Kleisìdi) e Skinària (o Schinària).

Prima di partire ci siamo informati su cosa saremmo andati a vedere. La prima, Klisidi, Ammoudi beachfa parte di un gruppo di meravigliose spiaggette chiamate Ammoùdi Beaches, situate non lontane dalla più famosa e frequentata spiaggia di Plakiàs. Di questo gruppo fanno parte la spiaggia di Ammoùdi (appartata e molto carina), quella di Ammoudàki (bellissima, frequentata prevalentemente da naturisti), Damnòni (ampia, attrezzata e con diverse taverne sul mare) e, appunto, la nostra Klisìdi. Abbiamo scelto quest’ultima  come prima meta della Klisidi beachgiornata per le sue dimensioni molto ridotte, per una certa difficoltà nel raggiungerla e, naturalmente, per la bellezza incontaminata del suo paesaggio, inviolato dalla mano dell’uomo.

Riguardo invece a Skinaria (spiaggia che si trova a 10 minuti di auto da Ammoudi), la nostra scelta è ricaduta lì per quello che avevamo letto a proposito dello snorkeling, che dicevano essere uno dei migliori che si possa fare a Creta.

Discesa verso KlisidiArrivati quindi al parcheggio di Ammoudi, decidiamo di raggiungere Klisidi camminando su un sentiero sterrato che collega tutte le 4 baie che abbiamo elencato prima. Arriviamo in nemmeno 5 minuti, per goderci dall’alto lo spettacolo di questa minuscola insenatura che, nell’immaginario, potrebbe benissimo essere la spiaggia privata degli Dei!! Primitiva, immacolata, intima, protetta, luminosa, conquistatrice: solo alcuni degli aggettivi adatti a descriverne la natura. Il percorso a piedi per scendere alla spiaggia è breve, ma non Acque cristalline di Klisidiadatto, secondo noi, ad anziani e bambini piccoli, in quanto costituito da rocce appuntite e salti più o meno alti. Giusto il tempo di appoggiare a terra i nostri teli mare e siamo già in acqua, con maschera e boccaglio, a goderci un fondale pazzesco, con enormi rocce sporgenti, caverne, passaggi segreti e qualche pesce curioso!

Dopo un paio d’ore di puro relax e bellissime nuotate in questo angolo sperduto di mondo, decidiamo di spostarci vero Skinaria. In pochi minuti di macchina arriviamo e Garden Tavernaanche qui il paesaggio non è niente male! Ci troviamo nel bel mezzo del nulla: a parte un paio di tavernette che forniscono anche ombrelloni e sdraio, attorno a noi ci sono solo un mare cristallino, sabbia grossolana, monti ed alberi! Ci fermiamo a pranzo nella taverna “Garden”, situata a pochi metri dalla spiaggia, con un bel giardino. Il proprietario ci porta direttamente in cucina e ci Piatti della taverna Gardenmostra cosa c’è di pronto: quando ti trovi i piatti davanti invece che su un menu la scelta è ancora più ardua!! Alla fine decidiamo per un’insalata greca, polpette al sugo, una melanzana ripiena, fiori di zucca ripieni di riso ed erbette e dei dakos: tutto incredibilmente buonooo!!!

All’ombra del gazebo di questa taverna, con i piedi nudi sull’erba si sta decisamente bene e ci mettiamo un po’ prima di deciderci ad alzarci. Una volta scelti gli ombrelloni,
Skinaria beachci armiamo nuovamente di maschera e ci tuffiamo nelle splendide e lisce acque del Mar Libico, per vedere se quello che dicono della fauna marina di questo posto sia vero. Il fondale parte sabbioso, ma pochi metri dopo cambia e comincia una distesa sconnessa di grandi pietre e scogli sommersi, ambiente ideale per scovare qualche abitante del mare. Dopo un paio Mar Libico a Skinaria beachdi bracciate ci troviamo immersi tra decine e decine di pesci, attirati da alcuni pezzi di pane lasciati cadere nell’acqua da due turiste che ci nuotano a fianco. Che dire: troppo
bello! Non avevamo mai visto una tale quantità e varietà di pesci qui a Creta: piccoli e grandi, affusolati e tondi, striati e colorati! Ovviamente si tratta di pesci del Mediterraneo, quindi non parliamo dei colori incredibili e delle forme assurde dei pesci tropicali, ma nel loro piccolo a noi sono piaciuti tantissimo ed abbiamo davvero apprezzato questo dinamico e variegato scorcio di vita cretese subacquea!

Anche questa giornata è andata e anche questa volta Laura e Carlo sono ripartiti per l’Italia lasciandoci un’altra bella scorta di ricordi impagabili che andranno ad alimentare la grande storia della nostra amicizia <3.

Garden Taverna 2

Agios Pavlos: alla ricerca dei luoghi più remoti di Creta

Oggi vi vogliamo raccontare dell’ultima scoperta straordinaria che abbiamo fatto vagando per il territorio cretese: la spiaggia e la chiesetta di San Paolo o Ἀγιος Παύλος (Agios Pavlos) in greco.

Loutro - Lefka OriIn compagnia dei nostri amici Stefania e Luca, siamo partiti alle 8 del mattino alla volta di Hora Sfakion (o Sfakià), sulla costa sud-ovest di Creta. Alle 10:30 abbiamo preso il traghetto che in un’oretta ci ha portati ad Agia Roumeli. Durante il rilassante viaggio via mare, ci siamo goduti il blu intenso ed inconfondibile del Mar Libico e la sfilata di calette, pareti rocciose e micro paesini offerta dai maestosi Monti Bianchi (Lefka Ori). Una volta sbarcati, con zaino in spalla e pieni di energia, ci siamo spinti a piedi verso est, imboccando il nostro adorato sentiero E4 che ci avrebbeInizio E4 accompagnati lungo la costa meridionale verso la nostra meta. Come avevamo già accennato in alcuni articoli precedenti, il sentiero E4 (“The Cretan Way”) è un tratto di percorso europeo ben tracciato che attraversa Creta da est ad ovest. Noi abbiamo avuto la fortuna di percorrerne vari tratti fino ad oggi e quello che ci stupisce sempre è l’estrema varietà dei paesaggi e del terreno che ci si trova ad attraversare. In questo tratto che collega la spiaggia di Agia Roumeli a quella di Agios Pavlos, si alternano sterrati nascosti tra i pini Percorso E4marittimi, parti di spiaggia a ciottoli grandi e piccoli, percorsi completamente sabbiosi ed angusti passaggi tra le rocce. Insomma, non si tratta proprio di una passeggiata tranquilla! Il percorso è proprio di quelli che piace a noi perché molto vario e sempre a picco sul mare cristallino, a tratti impegnativo, ma mai troppo per le nostre capacità. Forse un po’ d’ombra in più non ci avrebbe dato fastidio visto che il sole di giugno ha già svelato ampiamente la sua forza e durante questo tragitto ha messo tutti e 4 a dura prova!

Percorso E42

Dopo circa un’ora e mezza di cammino, ecco aprirsi davanti a noi la selvaggia ed ampia spiaggia di Agios Pavlos. Dopo aver superato l’unico chioschetto presente in loco, ci Agios Pavlossiamo diretti verso il gioiello che caratterizza questo posto, ossia la pittoresca chiesetta di Agios Pavlos (o San Paolo), una delle più antiche di tutta l’isola. Fino a pochi minuti prima facevamo fatica ad individuare la sua posizione, perché, oltre ad essere molto piccola, è ben mimetizzata nel paesaggio circostante. Questo perché, nel X secolo, quando San Ioannis Xenos l’ha costruita con le sue mani, ha utilizzato le pietre presenti nella spiaggia stessa, del medesimo colore della sabbia e della terra. Ne Affreschi Agios Pavlosha ricavato una splendida struttura a croce bizantina, finemente modellata e in perfetta sintonia con la natura circostante. Una volta entrati, ci siamo accorti che nelle volte erano presenti i resti di alcuni bellissimi affreschi che pare risalgano ad un paio di secoli dopo.

Che posto incredibile ragazzi! Ancora oggi, dopo alcuni giorni, se ripensiamo all’immagine di quella costruzione isolata, che sembra far parte della Spiaggia di Agios Pavlosmontagna stessa, che si staglia su una distesa di sassolini neri, bagnati da un mare azzurro e trasparente oltre ogni immaginazione…beh, non ci sono parole per descrivere l’emozione che certi luoghi ti fanno provare!!

Dopo quella scarpinata ci siamo meritati un po’ di riposo e senza tardare un secondo in più, ci siamo tolti i vestiti sudati e ci siamo tuffati nelle corroboranti acque del Mar Libico. Una volta consumato il nostro pranzo al Bagno ad Agios Pavlossacco e aver riposato un po’ all’ombra di alcune rocce, abbiamo preso armi e bagagli e ci siamo incamminati verso la via del ritorno. Giunti ad Agia Roumeli, stanchi morti, ma felici, ci siamo concessi un ultimo bagno, per poi prendere il battello delle 17:30 che ci ha riportati a Sfakià, dove avevamo lasciato la nostra auto.

Nel tragitto in auto abbiamo riparlato di quest’esperienza fantastica e ci siamo detti di essere grati all’universo di poter vivere queste giornate e di poterle condividere con degli amici che le apprezzano.

E allora cin cin! Alla vita che è sempre piena di sorprese, alle amicizie vecchie e nuove e alla bellezza di questo mondo che ci è stato donato!

Cin cin

Gialiskari: il fascino del mare a novembre

Gialiskari BeachChi dice che andare al mare fuori stagione sia una perdita di tempo o uno spreco, dovrebbe venire a Creta in ottobre o in novembre per ricredersi completamente! Sicuramente in questo periodo l’aria è più frizzantina, a volte ci si imbatte in qualche giorno di cielo nuvoloso o di pioggia autunnale, l’acqua del mare non ha più il caldo abbraccio dei mesi estivi e quando va giù il sole è necessario munirsi di giubbino… ma in quale altro posto d’Europa si può fare il bagno a novembre senza battere i denti?? Dove se non a Creta tornate a casa con la pelle scottata dal sole in autunno inoltrato?

Oggi vi raccontiamo la nostra giornata novembrina a Gialiskari, a 4km a est di Paleòchora, sulla costa sud-ovest di Creta.
Partiamo al mattino e in circa un’ora arriviamo al caratteristico villaggio di Paleòchora. Da lì imbocchiamo una stradina, prima asfaltata e poi sterrata, che in una quindicina di minuti ci conduce alla spiaggia di Gialiskari, più comunemente conosciuta come Sandy Beach (o come Anydri Beach). Questo posto l’avevamo già conosciuto quest’estate assieme ad alcuni amici che ci erano venuti a trovare, ma abbiamo voluto tornarci perchè è davvero, davvero speciale. Il litorale si divide in due parti: la prima di ciottoli abbastanza grandi e nelle cui acque a settembre abbiamo fatto uno dei migliori snorkeling da quando viviamo qui; la seconda, ossiaGialiskari Beach la più frequentata e accessibile, è la vera e propria Sandy Beach. Una larga lingua di sabbia grossolana mista a sassolini, che da un lato si immerge in un mare di cristallo e dall’altro è sovrastata dall’onnipresente catena dei Lefkà Ori (Monti Bianchi). D’estate è attrezzata con lettini e, a scelta, si può ripararsi dal sole o sotto gli ombrelloni o sotto i pini marittimi sparsi per la spiaggia. Questo luogo così ameno fa fatica a non rimanerti dentro una volta che l’hai visto. L’atmosfera è semplice,
Gialiskari Beachnaturale e coinvolgente e ti fa capire subito perchè negli anni ’70 fosse una spiaggia molto amata dagli hippies di Paleochora, che la raggiungevano a piedi con in spalla una tenda e una chitarra. Noi abbiamo avuto la fortuna di vederla sia nella stagione turistica, sia ora, quindi con due aspetti molto diversi. Oggi gli ombrelloni sono spariti; l’unica tavernetta che c’era ha chiuso; resiste ancora solo il piccolo chiosco che vende bevande, toast e gelati. Le sole presenze sulla spiaggia, a parte noi, sono una manciata di nudisti nord europei che prendono il sole e qualche greco che si beve un
caffè freddo sulle panchine del bar. Se possibile, in questa stagione Gialiskari è ancora più magica, come, d’altronde, tutti i luoghi di mare quando si svuotano dalla grande massa estiva.

Appena giunti sul posto, resistiamo alla tentazione di stravaccarci anche noi sugli Sentiero E4sparuti lettini rimasti e decidiamo di avventurarci in un pezzo di sentiero europeo E4 (v. articolo su: Da Loutrò a Fìnikas tramite l’E4). Percorriamo a piedi tutta la spiaggia andando verso est e, terminata la zona sabbiosa, iniziamo a seguire le pennellate gialle e nere sulle rocce, che ogni 20-50 metri ci indicano la corretta via per seguire il sentiero E4. Il percorso si rivela davvero uno spettacolo: tutto lungo la costa, in un su e giù continuo di tratti in parte sterrati e in parte rocciosi, costellato di arbusti e piante endemiche, con il mare che ti segue sul lato destro in maniera costante, Sentiero E4cambiando continuamente sfumature e infrangendosi sulle appuntite rocce costiere. Ogni tanto incontriamo il tipico cartello giallo e nero con su scritto “E4” che ci aiuta a capire di essere nella direzione giusta, visto che a volte il sentiero si fa talmente irregolare che ci viene qualche dubbio sulla pista da seguire. Camminiamo per circa un’ora baciati dal sole ancora potente di novembre e dopo una pausa di 10 minuti siamo indecisi sul da farsi: proseguire per altre 3 ore circa ed arrivare fino a Lissos (v. articolo su: Lissos) oppure tornare indietro e goderci queste preziose ore quasi estive tuffandoci nelle acque del Mar Libico. Riflettendo un attimo,Sentiero E4
concludiamo che Lissos l’abbiamo già vista e non sappiamo per quanto ancora saremo così fortunati da poter trascorrere una giornata di mare come questa, perciò decidiamo di fare dietrofront e tornare all’invitante e quasi deserta Sandy Beach che ci chiama da lontano.

Il sentiero non proprio lineare che ci lasciamo alle spalle ci ha fatti sudare non poco e questo aumenta in noi la voglia irrefrenabile di un tuffo corroborante. Lasciate così le nostre cose sulla spiaggia, ci lanciamo in tre secondi scarsi nelle limpide e freschissime Gialiskari Beachacque del sud e in un attimo ci sentiamo in paradiso!! Una volta usciti, ci stendiamo al sole e proviamo davvero un piacere infinito. Rimaniamo sconvolti da quanto picchi ancora in questa stagione e di quanto immensamente bene si stia a farsi scaldare dai suoi raggi dopo la fresca sensazione del bagno. Grati di tutto ciò, ci crogioliamo per qualche ora in questo sogno di un pomeriggio di mezz’autunno…

Manca solo una cosa, a dire il vero, per coronare la giornata ..una bella birra fresca!

Alla vostra :-D!!

Gialiskari Beach

Gola di Imbros e dintorni: una scoperta dopo l’altra

Anche quest’anno sono venuti a trovarci i nostri grandi amici Elena e Fernando, assieme alla piccola Asia e alla nonna Stella! Con loro due abbiamo deciso lo scorso mercoledì di andare alla scoperta di una nuova gola, sempre a sud di Chanià, considerata la “sorella minore” di Samarià: la gola di Imbros (in greco “Φαράγγι Ίμπρου”).

Decidiamo di partire presto, verso le 8, per arrivare intorno alle 9 all’entrata della gola, proprio al paesino di Imbros. Lasciamo la macchina in uno dei DSCN5202numerosi parcheggi gratuiti che si trovano lungo la strada ed imbocchiamo la prima parte di sentiero. Dopo circa 15 minuti di cammino, troviamo la biglietteria, con un cartello: “Municipalità di Sfakià, Gola di Imbros – Lunghezza: 8km – Biglietti – Entrata – Buona passeggiata!”. Paghiamo così i nostri 2€ a testa ed iniziamo la vera e propria escursione, che si svilupperà quasi tutta in discesa. La giornata è limpidissima, ma a quell’ora l’aria di montagna è ancora frizzantina. Così, con passo lesto, camminiamo in DSCN5210questo primo tratto di sentiero abbastanza largo e ben tracciato, con pietre di grandezza media ed attorniato da pareti non troppo alte e da alberi dalle forme strane e contorte. Per tutta la prima ora di cammino a mala pena incontriamo anima viva, quindi ci godiamo appieno la Natura padrona di questa gola, che si
manifesta in varie forme solo per noi, con il suo piacevole silenzio ed i suoi profumi di muschio e resina che ci hanno accompagnati per tutto il tragitto. Iniziamo così ad entrare nei primi veri tratti di canyon, con pareti rocciose maestose, dalle quali fuoriescono miracolosamente degli alberi (forse delle DSCN5214querce) che sembrano cadere da un momento all’altro sulla nostra testa! A poco a poco ci inoltriamo in questo paesaggio che si fa diverso, dove si alternano tronchi enormi che sbarrano la strada, passaggi più o meno stretti e cascate di pietre affilate che costeggiano il sentiero. Tutto ciò fino a raggiungere un bellissimo cunicolo a forma di “S”, il punto più suggestivo della gola, con pareti altissime e lisce, che sembra quasi uno scivolo dei parchi acquatici! E’ qui che Foto doppia canaloneattraversiamo il punto più angusto di tutta la gola, largo solamente m 1,60. Superati quindi gli ostacoli “più duri”, proseguiamo ancora un po’ fino a raggiungere un bivacco, davvero unico nel suo genere, dove ci fermiamo per uno spuntino. Si tratta di una piccola tettoia di legno con un tavolino, delle panche, sgabelli fatti di tronchi ed ogni genere di chincaglieria appesa: bandiere greche di ogni dimensione, foto di strani personaggi baffuti e di escursionisti, vecchi fucili arrugginiti, uno specchietto retrovisore di un’auto, banconote dal mondo e DSCN5232addirittura due teschi di caprone con gli occhiali da sole!! Che posto assurdo!! Dopo un breve ristoro, ci incamminiamo verso l’ultima parte della gola, più semplice e lineare, che ci conduce, dopo circa 2 ore di passeggiata, al controllo dei biglietti finale. Da qui, si prosegue per altri 5 minuti fino al villaggio di Komitàdes, dove un cretese totalmente in nero (barba e rosario al collo compresi!!) si offre di riportarci  con il suo pick-up, per 5€ a persona, al paesino di Imbros, dove c’è la nostra auto!

L’esperienza “montanara” ci ha soddisfatti appieno, la gola si è dimostrata incantevole e particolare come tanti ci avevano raccontato e, oltretutto, alla portata di chiunque, perché non lunghissima e semplice da percorrere se si indossano delle buone scarpe chiuse. A quel punto, però, dopo una bella passeggiatona, come fare a meno di un bagno in mare rigenerante?? Riprendiamo la macchina e percorriamo la strada che porta fino a Sfakià e lì decidiamo di perderci un po’ nei meandri della selvaggia costa del DSCN5271sud, che ci ha sempre riservato delle belle sorprese. Presto ci rendiamo conto che anche questa volta non ci avrebbe delusi! Arriviamo per caso in una piccola insenatura, tra Ammoùdi e la spiaggia per naturisti di Filàki, dove è scattato per tutti noi il colpo di fulmine! Oltre a capire fin da subito che avremmo avuto questo piccolo e splendido angolo sperduto tutto per noi, restiamo meravigliati ancora una volta davanti alle diverse sfumature di blu che il mare qui a Creta riesce ad avere a seconda del tipo di spiaggia, di costa, di fondale o di paesaggio circostante. Qui restiamo a farci viziare da un’impagabile solitudine e dalle rinfrescanti e azzurrissime acque della “No name beach”, come l’abbiamo DSCN5279soprannominata quel giorno (*vedasi note a piè di pagina)! Ci siamo chiesti quante altre insenature, sconosciute e simili a questa, ci saranno qui a Creta e questo fatto ci ha rincuorati molto perchè significa che quest’isola, in chissà quanti angoli sparsi, sta ancora preservando la sua bellezza incontaminata dal turismo di massa.

Non contenti delle mille bellezze viste fino a quel momento, di comune accordo stabiliamo un’ultima tappa sulla strada del ritorno, ossia l’Azienda Vinicola Dourakis (nel cartello sulla strada si legge “Winery Dourakis”). La storia di questa azienda inizia nel 1986, quando Andreas Dourakis torna da Salonicco al paese cretese d’origine, DSCN5295Alikampos, dove oltre a prendere in mano le vigne del padre, ne coltiva molte altre nei terreni attorno. E’ motivato dal suo bagaglio di conoscenza in materia, proveniente dai suoi studi di enologia in Germania e dalla sua lunga esperienza lavorativa nelle wineries locali ed estere, nonché dal terreno e dal clima super favorevoli di questa zona di Creta. Tutto ciò lo ha aiutato a portare al successo questa bellissima azienda, dove ora si possono fare visite guidate, banchetti nuziali e, naturalmente, assaggiare e comprare svariati e prelibati vini locali. Una volta arrivati a destinazione, già da fuori il posto ci conquista: un edificio di pietra, simile a un casolare di campagna, con un florido giardino ed un patio esterno con tavolini. Entriamo e ad accoglierci c’è Sofia, una IMG_20150923_174431100_HDRragazza molto simpatica e preparata, che con pazienza e professionalità ci porta al loro negozio e ci fa assaggiare, per nostra immensa gioia, una grande varietà dei loro nettari! Alla fine, inevitabilmente, siamo usciti da lì con ben 6 bottiglie di vini misti in vista delle nostre cene in compagnia a Villa Anastasia!! Neanche a dirlo, è un posto che consigliamo vivamente, per fare un’esperienza nell’isola diversa da quello che può essere la classica spiaggia o la visita al sito archeologico.

Anche questa volta, a quanto pare, non ci siamo fatti mancare proprio nulla, compresa l’incomparabile compagnia degli amici più cari, con i quali è sempre una doppia soddisfazione vivere queste meraviglie cretesi!

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*NOTE:

La “No name beach” in realtà si chiama Agios Charalambos o Agios Haralabos Beach.

Frangokastello e l’alba del mistero…

Vi piacciono le storie di prodi combattenti e di spiriti che vagano inquieti nella notte? Sì??? E allora non potete perdervi questo racconto…

Partiamo da casa il mattino, attraversiamo i Monti Bianchi (Lefkà Ori) e costeggiamo la famosa Gola di Imbros per raggiungere ancora una volta la costa sud, solitaria e selvaggia. A circa 16km ad est di Hòra Sfakìon (o Sfakià), di cui vi abbiamo già parlato in passato, si trovano la spiaggia ed il castello di Frangokàstello, la meta da noi prestabilita. Appena arrivati, decidiamo di visitare subito l’affascinante fortezza
veneziana, della seconda metà del 1300
, che in italiano possiamo Castello ridchiamare “Castelfranco” o “Castello dei Franchi”. Le imponenti mura sono ancora in ottimo stato, come pure la grande torre a sud-ovest, nella quale si può salire per vedere il panorama dall’alto. Visitiamo, quindi, questo pezzo di storia che un po’ ci appartiene e, nel mentre, non possiamo fare a meno di pensare alle cruenti battaglie che lì si sono susseguite ed alle storie fantastiche che girano attorno a questo luogo incantato…

Il 17 maggio del 1828, infatti, questo posto è stato per l’ennesima volta sfondo di una cruenta battaglia, guidata dai cretesi ribelli di Sfakià (gli Sfakioti) e dal loro comandante C. Daliànis, contro gli oppressori turchi. L’arduo combattimento si è concluso con Castello 2 ridcentinaia di morti, da entrambe le parti. La credenza popolare vuole che, nell’alba tra il 17 e il 18 maggio, si vedano sfilare davanti al castello gli spiriti degli sfakioti morti in battaglia quel giorno, chiamati in greco drussolites, ossia “coloro che vivono nella rugiada del mattino”. Noi, come sapete, amiamo follemente le storie popolari che girano qui a Creta e questa in particolare ci è rimasta impressa per l’alone di mistero e di occulto. Il fatto che, in realtà, queste “visioni” abbiano provato a spiegarle scientificamente, non credo ci dissuaderà dall’andare a sbirciare cosa succede in realtà nella prossima alba dell’ignoto! In pratica, si suppone che, in condizioni atmosferiche buone e in presenza di un mare calmo, si verifichi la cosiddetta “Fata Morgana”, un Castello 3 ridfenomeno ottico riconducibile a una sorta di miraggio. Questo farebbe sì che si riflettano sulla riva di Frangokastello i profili dei soldati in marcia sulle vicine coste libiche, cosa comunque pazzesca se ci pensate! E dunque, come si fa dopo aver appreso tutto ciò a non andare a verificare di persona?? Se vi volete unire a noi, sappiate che i voli diretti dall’Italia di Ryanair partono già da fine marzo ;-).

Ci lasciamo alle spalle, per ora, le storie di fantasmi e di guerrieri, per avviarci a piedi Spiaggia 1 ridall’adiacente spiaggia che prende lo stesso nome del castello. Sicuramente questo è un luogo ideale per chi ama la tranquillità e gli ampi spazi. Il litorale sabbioso è grande e spesso semivuoto, nonostante gli sparuti gruppi di ombrelloni presenti. Il mare è come sempre splendido e azzurrissimo e il fondale digrada lentamente, rendendo il bagno invitante per chiunque, sia per la temperatura dell’acqua che per il facile accesso. Siamo rimasti parecchio tempo su questa spiaggia che da un lato si è rivelata autentica, preservata dal turismo di massa e riposante, dall’altro, non sappiamo Spiaggia 2 ridesattamente il perché, avvolta da una strana malinconia. Forse, abbiamo pensato, sarà per via del peso alle sue spalle di questa “figura di controllo” che è la fortezza o per la vegetazione selvaggia che la circonda, non si sa… In ogni caso, la cosa certa, è  che qui non vi mancherà l’occasione di rilassarvi totalmente!

Un po’ spostate dalla spiaggia, inoltre, in mezzo al verde, si trovano alcune taverne caratteristiche. Noi optiamo per la graziosa “Kalì Kardià” (“Buon cuore”), una piccola Kali Kardiastruttura bianca e azzurra, con un terrazzino coperto da una tettoia di viti e accompagnato dal canto intenso delle cicale, immancabile nella calda estate cretese. Il proprietario dai candidi baffoni, ci invita sorridente a sederci e ci serve dei piatti buonissimi della tradizione: insalata cretese (con alcuni suoi tocchi personali), patate al forno ripiene di formaggio di pecora e le tipiche mezzelune di pasta fillo ripiene di saporite erbe locali, i kalitsounia.

Spiaggia+Castello RidDopo pranzo ci lasciamo coccolare ancora un po’ dalla brezza proveniente dal Mar Libico, per poi avviarci con calma verso casa, anche oggi arricchiti di antiche storie e tradizioni, di nuove sfumature e sensazioni.

 

 

Spina e Paleochora: giornata “mari e monti”

DSCN3400L’autunno cretese ci sta riservando un sacco di belle sorprese: giornate dalle temperature estive, cari amici in visita, nuovi posti da visitare ed ottime taverne da provare! E così ad ottobre stiamo collezionando giornate indimenticabili in giro per il nostro microcosmo! Oggi vogliamo raccontarvi di una gita originale che abbiamo fatto con Laura e Carlo, i nostri due amici che avevate già trovato in alcuni nostri articoli a maggio.

Grazie all’amicizia che abbiamo stretto in questi mesi con alcune famiglie del posto, abbiamo potuto trascorrere assieme a loro una mattinata da veri cretesi, sulle DSCN3409montagne dell’entroterra occidentale. Meta della gita: Spìna, un minuscolo villaggio che probabilmente non conta più di 10 anime. Scopo della gita: raccolta delle castagne!! Naturalmente, noi siamo stati invitati là da queste famiglie e quindi abbiamo potuto raccogliere le castagne dai terreni di loro proprietà. Questo per dire che sconsigliamo vivamente di avventurarsi da soli per lo stesso fine, in quanto potreste scontrarvi con l’ira di qualche proprietario di castagneti che non gradirebbe la vostra intrusione!!

Abbiamo lasciato l’auto al villaggio e da lì abbiamo proseguito a piedi su una strada DSCN3405sterrata per circa mezz’ora. Il paesaggio e l’atmosfera attorno a noi erano incredibili: il sole che si faceva largo tra i rami di castagni giganti e pini, l’aria frizzantina di montagna, rapaci di ogni specie che sorvolavano il cielo, profumi di sottobosco come non li sentivamo dall’epoca della nostra infanzia, quando le castagne andavamo a raccoglierle con i nostri genitori sui Colli Berici. Ed è stato proprio questo tuffo nel passato e nei valori più semplici e autentici spesso dimenticati, che ci ha fatto apprezzare ancora di più questa mattinata così diversa dalle nostre usuali. Certo, bisogna dire che anche la DSCN3427quantità immensa e le dimensioni spropositate dei polposi marroni che abbiamo trovato una volta arrivati in cima, hanno contribuito alla nostra gioia infantile! All’ombra di quegli enormi castagni, immersi nel silenzio della montagna, abbiamo così iniziato la nostra raccolta e ci siamo portati a casa un bel bottino da 6kg! La sera stessa un chilo è finito in forno e nelle nostre pance…che bontà infinita :-)!!!

Tornati alla macchina con 2 sacchetti belli pieni, abbiamo preso la strada in direzione20141014_120905 sud e per la precisione verso la conosciutissima città costiera di Paleòchora. Arrivati a destinazione verso mezzogiorno, sotto un sole d’ottobre che portava la colonnina di mercurio a 30°, abbiamo fatto due passi nel caratteristico centro cittadino ed una piacevole sosta al bar per una birra bella ghiacciata. Dopodiché siamo saliti sulla collina che si trova sulla punta della stretta penisoletta su cui si erge la città. Qui si trova la fortezza di Castel Selino, costruita a scopo difensivo dal duca di Creta intorno al 1280 e in seguito restaurata. Da questo punto, si gode di un meraviglioso panorama sul mar Libico, che bagna Paleochora sia ad est che ad ovest dei suoi confini cittadini.

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A quel punto era arrivata la tanto agognata ora di pranzo! Affamatissimi, abbiamo deciso di provare una tavernetta a pochi metri dalla spiaggia che si distingueva dalle altre poichè portava l’insegna: Ristorante “Il terzo occhio” – Cucina vegetariana. La DSCN3472nostra curiosità è stata ben ripagata, in quanto abbiamo mangiato davvero benissimo! Ci hanno proposto un bel mix di piatti e culture: dalla cucina greca rivisitata con qualche tocco personale dello chef a quella indiana con curry, riso basmati e verdure. Posto consigliatissimo!!!

Il pomeriggio ovviamente non potevamo che passarlo spaparanzati sulla lunga spiaggia sabbiosa di Paleochora, godendoci decine e decine di magnifici bagni! D’altronde, una delle cose che più ci entusiasma di Creta è l’estrema varietà del suo paesaggio. Nel giro di pochi chilometri infatti, ci si trova prima in montagna tra goleDSCN3475 imponenti e conifere, poi su vaste pianure cosparse di ulivi e vigneti, poi tra cespugli spinosi e pietre aguzze e subito dopo….al mare!!!! In un’intera giornata si può sempre facilmente unire un’escursione in montagna, una visita ad un sito archeologico e un rigenerante tuffo in mare…niente ti può dare più soddisfazione!!

Vi è piaciuta la nostra prima giornata “mari e monti” di ottobre? A breve ne seguiranno altre, sempre su questi schermi…continuate a seguirci ;-)!

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